Il trust nel Nuovo Codice della Crisi
di Andrea Baroni Lugano, Partner di Capital Trustees
In Italia, le statistiche Istat dell\’ultimo decennio
riportano un calo dei matrimoni, cui ha
fatto da contraltare l\’aumento di separazioni
e divorzi. Il trust, rispetto al fondo patrimoniale;
dimostra maggiore flessibilità in quanto può
essere istituito anche in assenza di matrimonio,
prevedendo inoltre regole da applicarsi in caso di
separazione o divorzio. Tramite la segregazione
dei beni;lo strumento assicura una tutela reale
a favore dei soggetti più deboli. Lo strumento
potrà inoltre configurare previsioni che garantiscano
l\’adempimento di obbligazioni derivanti da
separazioni e divorzi, quali gli alimenti o il mantenimento
di figli naturali riconosciuti. Sia durante
il matrimonio che a seguito di separazione, i beni
del coniuge obbligato conferiti in trust non potranno
essere aggrediti da eventuali suoi creditori, con
il vantaggio di preservarne l\’unitarietà a favore
dei figli. Spesso nei casi di separazione o divorzio, i
figli sono ancora minorenni. Il trust, in questo caso,
permette al coniuge disponente di tutelare la
propria prole tramite un programma di gestione,
stabilendo i tempi e i criteri di accesso alle risorse
e conciliando al contempo eventuali esigenze
dell\’ex coniuge di utilizzare determinati beni (ad
esempio immobili), senza che questi si confondano
con il suo patrimonio. (riproduzione riservata)
Andrea Baroni (partner Capital Trustees)









