Esg: il lato oscuro (the dark side) della green economy

di Barbara Demergazzi, Compliance Officer

La green economy rappresenta un segmento importante per gli investitori. Le attività economiche nel settore ambientale sono di importanza vitale per la sicurezza e la protezione dell\’ecosistema. Esiste però un lato oscuro: attività legittime possono essere utilizzate come schermo per nascondere gravi crimini ambientali

Le attività economiche nel settore ambientale sono di importanza vitale per la sicurezza e la protezione dell\’ecosistema. La green economy rappresenta inoltre un segmento importante per gli investitori. Dal 2015 a oggi, le attività gestite dai fondi d\’investimento ispirate alla compatibilità ambientale (enviroment, social, governance – Esg) sono aumentate a livello globale di oltre il 170%, con una tendenza destinata a proseguire. Anche per questo settore, tuttavia, esiste un lato oscuro: attività legittime possono, infatti, essere utilizzate come schermo per nascondere gravi crimini ambientali. Per questo il Gruppo d\’azione finanziaria internazionale (Gafi), in collaborazione con oltre 20 Paesi, ha pubblicato un report corredato da numerosi casi pratici che fa chiarezza sui volumi e sui meccanismi di queste attività criminose.

Nel mese di luglio 2021, il Gafi/Fatf ha infatti pubblicato un report mirato a inquadrare le strategie utilizzate dalle organizzazioni criminali per riciclare i proventi di crimini ambientali e individuare le azioni da intraprendere, a livello nazionale e internazionale, per impedire a queste organizzazioni di trarre profitto dai crimini commessi.

I crimini ambientali, nel loro complesso, generano un giro d\’affari mondiale compreso tra i 110 e i 281 miliardi di dollari. I volumi più significativi sono originati dal commercio illegale di legname, dal disboscamento illegale, dall\’attività mineraria non autorizzata e dal commercio di rifiuti. Si tratta di reati particolarmente gravi, non solo perché recano danno all\’ambiente, il cui fragile equilibrio è destabilizzato dai recenti cambiamenti climatici, accompagnati da sempre più frequenti calamità naturali, ma anche perché le attività ambientali illegali sono il vettore di altre attività, a loro volta criminose, che sfociano nello sfruttamento minorile, nella schiavitù, nel traffico di armi ed esseri umani, nella corruzione, nel contrabbando, nell\’evasione fiscale e così via.

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