Fragilità più protette
di Andrea Baroni partner di Capital Trustees
La gestione delle situazioni di fragilità quali la vecchiaia, la giovane età, la disabilità fisica o mentale, nonché la dipendenza da sostanze, rappresenta sia una sfida per i privati che per le istituzioni che si adoperano per favorire l’assistenza del soggetto vulnerabile.
Tra gli strumenti atti a realizzare tale scopo, il trust spicca per il proprio profilo segregativo, il quale rende il patrimonio insensibile alle vicende personali dei soggetti che prendono parte al rapporto giuridico.
Tramite il trust potranno essere predisposti piani programmatici di cura al fine di fornire una costante assistenza morale ed economica al beneficiario, anche a seguito della scomparsa dei suoi familiari. Oltretutto, nei casi in cui la vulnerabilità si manifestasse attraverso forme di dipendenza, sarà possibile evitare che l’individuo faccia un uso improprio delle risorse a lui affidate, stabilendo eventualmente la frequenza e l’entità delle distribuzioni, la copertura diretta da parte del trust di spese mediche o di sostentamento, nonché la predisposizione di eventuali piani di reinserimento sociale.
In questo contesto il trust si presta ad essere utilizzato a complemento dell’amministrazione di sostegno (Ads), senza tuttavia ridurre ulteriormente la capacità del beneficiario. In particolare, l’Ads potrebbe ricoprire il ruolo di guardiano del trust, monitorando che le attività del trustee siano svolte nel rispetto delle previsioni dell’atto di trust.
Nelle situazioni di temporanea fragilità quali la minore età, in caso di prematura scomparsa dei genitori il patrimonio potrà essere gestito dal trustee fino a quando i beneficiari non siano pronti a riceverlo, favorendo un efficiente passaggio generazionale. Il trust può inoltre formalizzare gli obblighi di un coniuge nei confronti della prole, evitando che i fondi destinati al mantenimento dei figli siano distratti per il perseguimento di scopi diversi.
Un’altra fase della vita in cui si osserva maggiore fragilità è la vecchiaia, momento in cui il trust può essere istituito a favore della persona anziana –che potrebbe essere lo stesso disponente- per assicurarne la cura ottimale e tutelarne il patrimonio rispetto a potenziali raggiri o comportamenti dannosi dei familiari o dei suoi caregiver.
Prova dell’importanza acquisita dal trust nella gestione delle fragilità è stata l’introduzione in Italia della Legge “Dopo di Noi”, che lo ha identificato tra gli strumenti atti a tutelare soggetti affetti da disabilità e privi di sostegno familiare.









